Le colline che portavano ad High Forge sono state più insidiose del previsto, quattro grossi ciclopi affamati ci hanno visti proprio mentre camminavamo su di un terreno completamente aperto. Non potendoci nascondere abbiamo dovuto affrontarli faccia a faccia. Finalmente sono riuscito a vedere con questi miei occhi la magia degli stregoni all’opera senza sotterfugi, anche se Dudo continuava ad agitare quelle bacchette consumate. Devo dire che sono più incoraggiato a continuare quest’opera perchè ho avuto una prova di quello che sa fare ognuno in questa compagnia messa su da un giorno all’altro.
Ognuno di loro ne ha passate diverse e l’esperienza si è vista nel gestire questa minaccia, possiamo davvero farcela? Immagino che dovrete leggere nei prossimi capitoli della storia se sarà davvero così. Per conoscere e per farvi conoscere meglio i miei nuovi compagni scriverò di ognuno di loro nei prossimi capitoli. Caro lettore, rimarrai sbalordito di tutte quelle cose che l’inquisizione nasconde sotto il tuo naso e che inculca nella mente dei più deboli per aumentare la paura verso gli stregoni dipingendoli come mostri o peggio.
I ciclopi non hanno avuto occhio a scegliere il loro bersaglio e con un vortice gelido di Selina, un po di unto da parte mia e altrettanti fulmini e colpi d’ascia rispettivamente da parte dell’astuto Dudo e il possente nano Kartrum uno dopo l’altro sono caduti. Più sono grossi e più fanno rumore quando cadono!
Quanto a Rorik si è occupato di strategia, positivamente direi, visto che siamo tutti vivi e a guarire le ferite del mastro nano che si è ritrovato da solo a fronteggiare quei bruti giganti per quei lunghissimi minuti.
Ad High Forge Dudo ha organizzato una nuova festa a torte in faccia, Kartrum ha tentato di svignarsela ed è stato gravemente intortato, tanto che alla fine sembrava una enorme torta con due gambette tozze.
Mentre io offrivo rifugio alla piacente figlia del fabbro, guadagnandomi un bel bacio. Non siamo andati oltre, probabilmente è rimasta spiazzata dalla mia fantastica persona e saggiamente, aimè, le cose sono rimaste così. Domani però passerò a salutarla perchè le terre selvagge attendono con altri pericoli e non vorrei si preoccupasse troppo per me.
